Cerreto di Spoleto - Umbria Italy  
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IL MESTIERE DEI CERRETANI
Il nome di Cerreto, secondo verosimili ipotesi, deriva da un grande albero di cerro (quercia) che sorgeva al centro della piazza comunale, inoltre tutto il monte dove era edificato era una selva di cerri.
Lo stemma è uno scudo bipartito raffigurante un quercia tra due orsi bianchi rampanti con nel capo l’emblema degli Orsini, ai piedi il ponte sul fiume a tre archi. Il ponte allude a quello sul fiume Nera, gli orsi significavano che Cerreto aveva una grande familiarità con la nobile famiglia Orsina e furono dipinti bianchi per significare la sua propensione per la fazione ghibellina.
Nel vocabolario della Crusca del 1612 erano così descritti i suoi abitanti: ” Cerretano, colui che per le piazze spaccia unguenti, o altre medicine, cava i denti e fa giochi di mano che oggi più comunemente dicesi Ciarlatano, ….da Cerreto, paese dell’Umbria da cui soleva in antico venir sifatta gente, la quale con varie finzioni andava facendo denaro.”
I Cerretani girovagavano per la penisola ed anche fuori dei confini come erboristi, speziali empirici e, approfittandosi dell’ingenuità e della buone fede della gente, spacciavano unguenti miracolosi oppure si fingevano affetti da gravissime malattie per estorcere le elemosine.
Questo mestiere gli fu proibito dalle autorità dell’epoca e dal collegio dei Medici di Perugia nel 1577 che gli interdisse la loro professione cerusica. Anche il Machiavelli usa il vocabolo “cerretano” come sinonimo di medico ciarlatano, di finto medico che vanta specifiche virtù nella famosa “Mandragola”, titolo della sua commedia.
Secondo mons. Teseo Pini in un volume esauriente già nel ‘400 elenca 39 specializzazioni dei cerretani, alcune tra venditori, impostori e questuanti.
Si tramanda anche che i cerretani dialogassero fra loro con un vocabolario alquanto oscuro, proprio per non farsi comprendere dalla gente che cercavano di truffare.

CERRATANI ILLUSTRI
Cerreto può vantare di aver dato i natali ad uomini dotti nelle scienze, nelle lettere, nell’arte del buon governo e buoni condottieri. La famiglia Pontano fu quella che diede più uomini illustri e Giovanni, umanista e poeta, è stato primo fra tutti. Nacque il 7 maggio 1429 a Cerreto di Spoleto, da genitori possidenti terrieri. Nelle sue opere spesso torna con la memoria alla sua fanciullezza e alla sua terra e, ammalato a Napoli, rimpiange quel clima fresco e rallegrato dal gaio strepitio delle acque del tortuoso torrente che bagna la Valle del Rio. Da Cerreto , per vicende familari, ancora giovane si trasferì a Perugia con la famiglia dove compì gli studi superiori. Diciottenne si presentò ad Alfonso d’Aragona e fu accolto fra gli umanisti al suo seguito; giunse a Napoli nel 1448. Fu accorto ed energico diplomatico e ricoprì anche la carica di segretario di Stato. Scrisse numerosi poemi e trattati, ma l’opera che più gli ha dato fama in versi latini : ” Amores, Lepidina, Lyra, Eridamus, De Amore coniugali”. Muore il 17 Settembre 1503.

Cerreto - veduta aerea

Cerreto di Spoleto, veduta


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