STORIA
di CERRETO
CERRETO
DI SPOLETO
Cerreto è posto sul colle di S. Sebastiano
a 558 metri sul livello del mare, nella parte in cui la Valnerina si restringe
in una gola fra alti monti, domina due vallate, quella del Vigi e del Nera,
tra dirupi rocciosi e macchie sempre verdi adagiato su di uno sperone.
La romanizzazione del territorio, in cui è compreso Cerreto e le località del
comune, ha inizio nel 290 a.C. ad opera delle legioni del console M. Curio
Dentato ed è testimoniata dall’ iscrizione rupestre di Triponzo
(80 a.C. circa), così come reperti di tombe romane rinvenute nel 1890.
Nell’età tardo imperiale il cristianesimo si propaga anche in
queste valli, dalla Valle del Nera scende, nel V secolo,il grande s. Benedetto
da Norcia
e cominciano a sorgere i vari monasteri benedettini.
Nell’alto medioevo, in epoca longobarda, sono create nel territorio spoletino
circoscrizioni dette castaldi o gastaldi, fondi rustici con amministrazione giuridica,
economica e militare gestita da funzionari del sovrano longobardo.
Fra il IX e il X secolo, i Saraceni invadono il territorio ducale di
Spoleto costringendo i signori feudali ad erigere rocche e castelli.
Le prime notizie storiche le abbiamo con il secolo XII, infatti, i cerretani
nel 1221 si sottomisero a Spoleto.
L’egemonia della Chiesa si fece sentire nel 1225, quando i cerretani furono
costretti a giurare fedeltà al card. Colonna, rettore del ducato spoletino.
Discordie insorsero tra cerretani e il comune di Spoleto per cercare di acquistare
autonomia politica e amministrativa, tanto che fu nominato frate Elia, ministro
dei frati minori, il quale incaricò i confratelli Michele e Tommaso di
sedare i dissensi, ma attraverso i secoli Cerreto cercò sempre la sua
autonomia anche se stretto fra i comuni di Spoleto, Norcia e del ducato di Camerino
che tentarono sempre di sottometterlo.
Per liberarsi da Spoleto nel 1442 insieme con Ponte si dettero a Francesco
Sforza, ma fu Niccolò Piccinino, spoletino, che riportò il territorio sotto
la giurisdizione della chiesa.
Per un periodo fu affidato al governo di Norcia che ne aveva fatto richiesta,
ma di nuovo l’egemonia spoletina si fece sentire.
Le lunghe lotte fra Spoleto e Norcia portarono Cerreto ad essere diviso in
due fazioni che propendevano per le due città. Solo nel 1446 Spoleto ebbe
la vittoria; furono così restaurate le mura, fu riacquistata Rocchetta
rimasta in mano a Norcia e si riorganizzò l’amministrazione locale.
Feroci ribellioni dei cerretani si ebbero nel 1523 quando il bandito Pietrone
da Vallo, terrore della zona e nemico delcomune di Spoleto, vi si rifugiò e
riuscì ad uccidere il governatore pontificio.
Nella seconda metà del ‘500 tornò sotto la giurisdizione
della Chiesa, fino a quando nel 1569 fu definitivamente aggregato al comune di
Norcia.
Solo nell’800 con i francesi tornò a far parte delle giurisdizione
spoletina, con il Regno d’Italia acquistò la sua autonomia amministrativa.